SOLIN: Solarizzazione Integrata

La solarizzazione, ovvero, la sterilizzazione dei terreni, sfruttando l’energia solare “inglobata” nel suolo mediante l’uso di film plastici specifici, è una pratica semplice, efficace, naturale ed economica, ben nota e consolidata, a cui molti agricoltori ricorrono, da oltre trent’anni.

La pratica prevede l’utilizzo di film coprenti con elevate proprietà ottiche e termiche, l’applicazione rigorosa del protocollo (irrigazione a tenuta di campo e perfetta chiusura ermetica del telo), serra chiusa e un tempo di esercizio di almeno 40/60 giorni, da ritagliare tra giugno e agosto. La procedura è in grado di raccogliere e trattenere il calore, fino a portare la temperatura del terreno a circa 65°C nei primi 5 centimetri di profondità, e a circa 40°C a 30 centimetri; ne consegue lo sterminio degli agenti patogeni “negativi” e la scomparsa di erbacce.

Ciononostante, i tempi eccessivamente lunghi di stesura hanno mozzato l’entusiasmo di molti, costringendo i coltivatori ad adottare la fumigazione, dannosa e spesso poco efficace.

Il metodo “Solin” (Solarizzazione Integrata), brevettato e commercializzato dalla Polyeur S.r.l., ovvia a questo problema, accorciando i tempi della pratica e migliorandola grazie a temperature più alte e con maggior permanenza.

 

IL PROCEDIMENTO

Il procedimento prevede la distribuzione sul terreno, nella fase finale dell’irrigazione, di un composto biodegradabile di colore nero, il quale depositandosi sulla superficie crea uno strato sottilissimo di pellicola nera, che funge da “collettore solare” catturando il calore della radiazione solare e trasmettendolo al suolo stesso. Il vantaggio che ne risulta è un notevole incremento delle temperature, dai 4 ai 10 °C, rilevate fino a 40 cm di profondità nel suolo, e di conseguenza una radicale eliminazione degli agenti patogeni (sia animali che vegetali) negativi, in un tempo ragionevolmente minore (20/30 giorni).

 

IL MATERIALE

Il film nero sul terreno si ottiene spruzzando sullo stesso un liquido biodegradabile di colore nero a base di polvere di carbone vegetale.

La granulometria della polvere (grandezza delle particelle) è tale da non intasare gli ugelli impiegati per l’irrigazione prevista dal protocollo di applicazione della solarizzazione, con il metodo tradizionale. La polvere di carbone è simile a quella usata per la produzione di prodotti alimentari (pane, pasta, biscotti, pizze, etc). Nella formulazione si aggiunge, insieme all’acqua, un addensante naturale usato largamente nell’industria alimentare.

 

 

In allegato, l’articolo “Solarizzazione integrata, un metodo innovativo”, di Giuseppe Francesco Sportelli.

http://www.polyeur.it/files/Solarizzazione_integrata_un_metodo_innovativo.pdf

Allegati

SOLIN (1054,80 kb)